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Profilo Ictus fase preospedaliera
Anno di pubblicazione: 2012


In molte nazioni europee, oltre che negli Stati Uniti, l'ictus è diffusamente considerato un'emergenza medica.
Tale assunzione comporta il fatto che i soggetti colpiti da evento cerebrovascolare acuto debbono essere trasportati in ospedale (tranne rare eccezioni che rendono inutile sia gli accertamenti che le cure specialistiche), in strutture in grado di affrontare condizioni di emergenza, nel più breve tempo possibile, affinché possano essere praticate cure potenzialmente efficaci solo nella fase acuta dell'ictus.
Le linee guida italiane suggeriscono di adottare per l'ictus lo stesso codice di gravità dell'infarto del miocardio e dei politraumatismi.

Gli obiettivi della fase pre-ospedaliera di soccorso al soggetto con sintomi neurologici ad esordio acuto potenzialmente attribuibili ad un ictus possono essere identificati come segue:

  • Riconoscimento dell'evento ictale
  • Acquisizione degli elementi più significativi della storia clinica del paziente
  • Realizzazione del trattamento di emergenza
  • Trasporto alla struttura ospedaliera più appropriata per la cura dell'ictus

Il primo obiettivo può essere raggiunto attraverso un'attenta valutazione da parte dell'infermiere della centrale operativa 118.
La deviazione della rima buccale, l'alterazione dell'eloquio ed il rilievo di deficit motori individuano l'accesso ad una apposita scheda di priorità per sintomi (scheda "Disturbi Neurologici Focali").

Sono elementi fondamentali della scheda, per definire la criticità dell'evento, la difficoltà a respirare del paziente, una pregressa perdita di coscienza, la presenza di cefalea o di ipertensione, l'assunzione di farmaci anticoagulanti.

Il medico che giunge a domicilio del paziente verifica le condizioni sopra citate, valuta lo stato di coscienza attraverso la Glasgow Coma Scale ed il deficit presente attraverso la Cincinnati Prehospital Scale, effettua le manovre di rianimazione cardiopolmonare quando necessarie e verifica la presenza di particolari condizioni cliniche pregresse (ipertensione, terapia anticoagulante in atto, ateromasia carotidea, cardiopatia ischemica, precedenti ictus, diabete).
Oltre a ciò, in collaborazione con l'infermiere, misura la saturimetria pulsata, somministra ossigeno se necessario, controlla la frequenza respiratoria e cardiaca e la pressione arteriosa, prepara una vena ed infonde un cristalloide.

Il trasporto in Ospedale deve rispondere ai criteri di appropriatezza tenendo conto della possibile necessità di cure rianimatorie, della eventuale opportunità di approccio neurochirurgico, delle esigenze di monitoraggio e della competenza specifica nell'assistenza alle malattie cerebrovascolari.
In ogni caso dovrebbe essere comunicato al Pronto Soccorso di un ospedale accessibile l'arrivo di un soggetto con ictus potenzialmente trattabile entro tre ore.

Le stesse azioni possono essere realizzate dal medico di medicina generale qualora possa giungere rapidamente al domicilio del malato e provvedere al trasporto urgente dello stesso in Ospedale attraverso l'attivazione del Sistema 118.

DI SEGUITO IL MATERIALE PER I PROFESSIONISTI: PROFILI ASSISTENZIALI ICTUS PRESSO LE DIVERSE STRUTTURE

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