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Profilo Ictus fase neuroriabilitazione
Anno di pubblicazione: 2012


L'ASSISTENZA A FINI RIABILITATIVI DURANTE LA DEGENZA: MODALITÀ' DI INTERVENTO E SETTING ASSISTENZIALE

Il vantaggio di un approccio al paziente con ictus in una struttura dedicata è stato dimostrato sia in termini di incremento della sopravvivenza e dell'autonomia a lungo termine, sia di probabilità di ritorno a domicilio (SUTC '00).
Una recente revisione confronta l'efficacia di approcci gestionali al paziente colpito da ictus: Stroke Unit con team riabilitativo multidisciplinare (Stroke Team) vs Stroke Unit con personale ed approccio riabilitativo aspecifico, evidenziando un outcome migliore dopo presa in carico dedicata (Cochrane Review '04).
In attesa di conferme circa una tipologia organizzativa che possa garantire un migliore outcome nel percorso assistenziale dei soggetti affetti da ictus (Langhorne '02), la presenza di un team riabilitativo multidisciplinare, con competenze specifiche, e l'accesso a protocolli riabilitativi validati, può rappresentare un modello operativo efficace.
Il modello organizzativo proposto dalla Clinica di Neuroriabilitazione garantisce la presa in carico riabilitativa entro 48 ore dall'ictus, l'elaborazione di un progetto di trattamento in cui vengano previsti la descrizione della prognosi funzionale, l'esecuzione di un bilancio clinico e funzionale, pianificazione di progetti riabilitativi personalizzati per obiettivi, coinvolgimento del caregiver, attuazione di protocolli standardizzati di prevenzione dei danni terziari.
Il trasferimento in degenza riabilitativa è subordinato a criteri di stabilità clinica e di indicazione al trattamento riabilitativo intensivo.
Il team è composto da due neuroriabilitatori, un neuropsicologo, due infermieri dedicati, due terapisti della riabilitazione, una logopedista; il nutrizionista e l'assistente sociale partecipano al team in casi selezionati, su richiesta di consulenza.
Il progetto riabilitativo prevede sedute di trattamento neuromotorio e logopedico per almeno 3 ore/die con protocolli dedicati alla gestione della disabilità emergente e di complicanze specifiche (disfagia, spalla dolorosa), verifiche settimanali da parte del team dell'evoluzione clinica e funzionale.
Inoltre, un progetto assistenziale rivolto al soggetto affetto da ictus, per poter rappresentare un modello operativo efficace, deve prevedere incontri preordinati con il caregiver e il trasferimento completo delle informazioni cliniche al Medico di Medicina Generale al fine di garantire una adeguata gestione della continuità assistenziale, (schema 16.1)

CONTROLLO DEI FATTORI DI RISCHIO E MODIFICHE DEL DOMICILIO DOPO L'ICTUS

Il ruolo del medico di medicina generale è cruciale nel favorire l'outcome dell'evento ictale e garantire la continuità assistenziale.

La collaborazione con il team ospedaliero che si occupa dei soggetti colpiti da ictus si realizza durante la degenza nell'U.O. destinata all'acuzie od alla riabilitazione, al fine di organizzare le modalità più appropriate di reinserimento in comunità.
In molti casi è necessario modificare la residenza per facilitare l'autonomia del soggetto reso disabile dall'ictus, mentre in altri casi è necessario provvedere al ricovero in una struttura di lungo degenza od all'ospitalità in una Residenza Assistenziale.
Il controllo dei fattori di rischio del soggetto che ha subito un ictus è rivolto sia alle condizioni cardiocircolatorie che metaboliche.
Nel primo caso è fondamentale il controllo frequente dei valori pressori e la garanzia della compliance per il trattamento di prevenzione secondaria, anticoagulante od antipiastrinico.
Per gli aspetti metabolici è opportuno valutare l'andamento della glicemia nei diabetici e del profilo lipidico.
In moti casi è indicato un attento e costante controllo dietetico che richiede adeguata motivazione.
E' infine da sottolineare l'esigenza di indurre il soggetto colpito da ictus al rispetto del programma di controlli specialistici concordato al momento della dimissione ed adattarlo all'evoluzione del paziente.

PROGRAMMI ASSISTENZIALI A LUNGO TERMINE NEL TERRITORIO

Le esigenze assistenziali del soggetto colpito da ictus sono frequentemente molteplici, sia per la minore resistenza alle condizioni di malattia indotta dalla disabilità che per la frequente associazione con altre malattie concomitanti o predisponesti l'evento cerebrovascolare.
La poliedricità dell'impegno è testimoniata dal fatto che, soprattutto in età avanzata, i problemi clinici che si associano agli esiti dell'ictus riguardano sia aspetti puramente medici, che condizioni di integrazione socio assistenziale, che richiedono l'attivazione di strutture ed operatori diversificati.
Fra i problemi peculiari delle cure richieste a lungo termine sono da citare la depressione del tono dell'umore, le difficoltà di adattamento del nucleo familiare alla perdita dell'autonomia, le problematiche amministrative, la realizzazione di verifiche e di interventi riabilitativi, l'approccio alle problematiche infettive emergenti (broncopolmoniti, cistiti, ecc.), il rischio di cadute, l'interazione fra i farmaci consigliati per le diverse patologie.
Oltre a ciò, talvolta si realizza una mancanza di sinergia fra i diversi specialisti che si occupano delle problematiche del paziente o difficoltà di coordinamento in caso di nuove occasioni di degenza ospedaliera.
In simili situazioni, che diventano più complesse con l'età sempre più avanzata del paziente, risulta cruciale raccogliere i dati in una cartella ben strutturata che testimoni i problemi intercorrenti e le soluzioni adottate.

Per gli AOR troverete tutte le informazioni necessarie nella pagina della Clinica di Neuroriabilitazione.

DI SEGUITO IL MATERIALE PER I PROFESSIONISTI: PROFILI ASSISTENZIALI ICTUS PRESSO LE DIVERSE STRUTTURE

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