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Profilo Ictus fase presso il reparto di degenza
Anno di pubblicazione: 2012


Dopo aver passato i primi giorni di degenza in Stroke Unit, se le condizioni del paziente sono stazionarie o in miglioramento, il soggetto viene trasferito presso la Clinica Neurologica. In questa sede, vengono messi in atto tutti i processi volti a rendere il paziente progressivamente più autonomo dai presidi ospedalieri e a facilitare l’avvio di una terapia riabilitativa specifica.
In particolare, vengono rimossi, quando le condizioni cliniche del paziente lo rendono possibile, il sondino naso-gastrico ed il catetere vescicale.
Le terapie vengono semplificate in modo da renderle più pratiche e gestibili per il paziente stesso.
Il paziente viene quotidianamente visitato per valutare il miglioramento dei deficit neurologici.
Vengono effettuati regolarmente esami laboratoristici per monitorizzare la situazione clinica o valutare possibili problematiche intercorrenti.
Vengono monitorizzati tutti i parametri, prestando particolare attenzione alla pressione arteriosa, avviando anche, se necessario nuove terapie o modificando terapie già in atto ma non sufficienti ad un buon controllo.
Vengono effettuate consulenze con specialisti di altri reparti se si presentano condizioni patologiche di nuova insorgenza o se patologie preesistenti hanno bisogno di correzioni terapeutiche (ad esempio: se il paziente è affetto da molti anni da diabete ma i valori di glicemia sono alterati si consulta lo specialista endocrinologo per impostare o correggere la terapia).
Si presta molta attenzione inoltre allo stato emotivo del paziente, intervenendo se compare una deflessione del tono dell’umore.

In questa fase, è molto rilevante l’impegno del personale infermieristico per la prevenzione di complicanze quali le ulcere da decubito.

L’esecuzione di esami radiologici o strumentali è sottesa all’andamento clinico del paziente: in caso di emorragie cerebrali i controlli vengo effettuati per monitorare la riduzione o l’ampiamento della raccolta di sangue.
Vengono anche ripetuti esami come il doppler transcranico per valutare la progressione dello spasmo delle arterie intracraniche.

Possono essere intrapresi esami specifici per una diagnosi di causa (ad esempio per evidenziare uno stato trombofilico o emorragico), in particolare nel caso di pazienti giovani e senza altri fattori di rischio vascolari.

Il paziente viene trattato in condivisione con i colleghi Neuroriabilitatori fino alla dimissione, che può comportare il rientro al proprio domicilio se le condizioni cliniche lo permettono oppure l’invio del paziente ad un centro di riabilitazione intensiva, sia interno che esterno all’ospedale.
Al momento della dimissione al paziente viene rilasciata una lettera completa con l’andamento clinico prima dell’arrivo in reparto e durante tutta la degenza, i referti di tutti gli esami laboratoristici, strumentali e radiologici effettuati e la terapia consigliata.
Viene anche fissata una visita specialistica di controllo in uno degli ambulatori dedicati della nostra clinica.
In alcuni casi, se è necessario un monitoraggio radiologico prolungato, vengono già fissati al momento della dimissione gli appuntamenti per effettuare esami di controllo.
La lettera di dimissione è rivolta al Medico di Medicina Generale che diventa così un fondamentale interlocutore per la salute ed il corretto trattamento del paziente.

La terapia consigliata alla dimissione, che è un prolungamento di quella avviata in reparto, è volta a prevenire un nuovo evento ischemico o emorragico, sia tramite l’azione diretta (utilizzo di antiaggreganti nell’ischemia cerebrale) sia con la prevenzione dei principali fattori di rischio vascolare (ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia,..).
Viene anche consigliato al paziente un corretto stile di vita per migliorare il proprio assetto vascolare (abolizione del fumo, uso moderato di alcool,..).
Va ricordato che i pazienti con pregresso ictus hanno un aumentato rischio anche di infarto miocardico e di morte coronarica improvvisa e che le misure di prevenzione sono efficaci nel ridurre globalmente il rischio vascolare.

Se durante la degenza in ospedale sono emerse situazioni problematiche, esse vanno monitorizzate strettamente nel tempo; in particolare, nel caso di rilievo di una stenosi carotidea rilevante, bisogna valutare il possibile ricorso ad un intervento di disostruzione chirurgica.

Per gli AOR troverete tutte le informazioni necessarie nella pagina della Clinica Neurologica.

DI SEGUITO IL MATERIALE PER I PROFESSIONISTI: PROFILI ASSISTENZIALI ICTUS PRESSO LE DIVERSE STRUTTURE

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